25 ago. – Perde il lavoro a Palermo e arriva fino a Bologna per minacciare di morte un dirigente. Protagonista della vicenda è un operaio palermitano di 57 anni, sconvolto dal suo licenziamento dall’azienda Intelit, acquisita dalla bolognese Site. Dopo quattro anni tra cassa integrazione e mobilità, alla fine del 2009, l’uomo si è trovato senza lavoro e alcun sostegno al reddito. E ha individuato nel direttore della Site la causa di tutti i suoi guai. Lo scorso febbraio era si presentato nella sede della società, a Bologna, con una pistola giocattolo e un coltello, con l’intenzione, per sua stessa ammissione, di minacciare il direttore. Compiuto anche un atto di autolesionismo, l’uomo era stato ricoverato all’istituto psichiatrico Ottonello. Sul caso era infatti intervenuta la Procura di Bologna, con le accuse di minacce aggravate e stalking, e disponendone il ricovero psichiatrico. Per i medici, è potenzialmente pericoloso per le altre persone a cominciare, naturalmente, dal direttore della Site. Qualche mese prima l’uomo si era presentato nella sede della Fiom a Palermo e aveva costretto – mostrando una pistola – il segretario regionale a telefonare e minacciare lo stesso direttore della Site.
Ora l’uomo è tornato a Palermo in regime di libertà vigilata, con l’obbligo di sottoporsi a controllo medico quotidiano e il divieto di tornare a Bologna.
