Ibrahimi Yaqub è un giovane reporter di Kabul per IwPr (un’agenzia che si occupa di libertà di informazione), un lavoro difficile in un paese dove la libertà di pensiero è ancora un miraggio. Le sue inchieste su droga e corruzione hanno infastidito i signori della guerra e i mafiosi locali. Anche suo fratello Sayed Parwez Kambakhsh è uno studente di giornalismo. Il 27 settembre del 2007 è stato arrestato per blasfemia dopo aver distribuito un volantino con le parole di un letterato iraniano che parlava della parità tra uomini e donne. Sayed venne condannato alla pena di morte, ma dopo alcune lotte portate avanti da Yaqub la pena è stata commutata in 20 anni di carcere, ma questo a Ibrahimi non basta.
Nell’ultimo periodo ha iniziato un tour dell’Europa che toccherà Norvegia, Spagna, Danimarca per sensibilizzare l’opinione pubblica e chiedere un impegno anche ai membri del governo. Noi lo abbiamo incontrato all’Università di Bologna, ospite del Corso di Comunicazione giornalistica.
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