13 apr. – Sono rientrati in Italia con un aereo speciale i 4 giornalisti di cui si erano perse le tracce nel nord della Siria dal 4 aprile. Amedeo Ricucci, inviato della Rai (e in passato uno dei pilastri di Radio Città del Capo), il fotoreporter Elio Colavolpe, il documentarista Andrea Vignali e la giornalista italo-siriana, Susan Dabbous erano stati fermati mentre effettuavano delle riprese.
Sono atterrati all’aeroporto militare di Ciampino intorno alle 22. Ricucci ha raccontato che, scambiati per spie, sono stati fermati per controllare le riprese, ma trattati bene: “Eravamo in mano a un gruppo islamista armato che non fa parte dell’Esercito libero siriano. È stato un malinteso”. Gi islamisti hanno controllato a lungo il materiale, alla ricerca di immagini di basi logistiche.
Il gruppo in Siria stava lavorando ad un progetto di giornalismo partecipativo che coinvolge alcune classi di San Lazzaro di Savena: Silenzio, si muore.
L’annuncio della liberazione è arrivato da Mario Monti, presidente del Consiglio e ministro degli Esteri. Monti ha ringraziato l’Unità di crisi della Farnesina per il lavoro svolto e i giornalisti che hanno rispettato il silenzio stampa chiesto per facilitare la mediazione.

