L’ex assessore Freda: “Sull’incenerimento politica vigliacca”

Sabrina Freda9 sett. – “Il merito dello scontro era chiarissimo da mesi ed era il nuovo piano regionale dei rifiuti. I contrasti sono sorti su quello, sul modo di gestire i rifiuti in Emilia-Romagna”. Ad AngoloB abbiamo intervistato l’ex assessore regionale all’ambiente Sabrina Freda, che venerdì si è vista ritirare le deleghe dal Presidente della Regione Vasco Errani.

“Quello che si era detto in teoria non è stato fatto nella pratica – spiega Freda – La goccia che ha fatto traboccare il vaso  è stata la decisione di aprire l’incenitore di Modena ai rifiuti di tutta Italia. Con un atto tecnico si è creato un sistema per cui l’inceneritore andrà avanti all’infinito, e questo indipendente dall’impegno dei cittadini di Modena con la differenziata. La politica si è sottratta alle scelte in modo vigliacco“.

“Se la finalità pubblica è quella di andare verso il recupero e non verso lo smaltimento – spiega Freda – non posso pensare che in Emilia-Romagna si vogliano mantenere attivi per anni e anni gli inceneritori per ammortizzare gli investimenti. Quello che guadagnano le multiutility lo si perderà in salute e in qualità della vita. Gli impianti, voglio ricordarlo,  sono pagati con le bollette dei cittadini”.

Freda ne ha anche per “alcune associazioni ambientaliste che ai vertici sono diventate un po’ troppo simili a certe strutture consolidate”. Ai nostri microfoni Lorenzo Frattini, presidente regionale di Legambiente, aveva criticato Freda per non avere cercato l’appoggio dell’associazione sulla questioni inceneritori.

Come valuta l’ex assessore Freda la politica regionale? “Luci e ombre. Ci si dimentica che il punto più importante è l’interesse della gente, e che per tutelare salute e ambiente bisogna andare allo scontro con poteri forti, infastidire un certo tipo di agricoltura e un certo tipo di economia. Ci vorrebbe più coraggio.

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