Piano Giovani: in Emilia Romagna è già scattato

NEET-11Bologna, 30 apr. – In Emilia-Romagna sono 112 mila i giovani di età compresa tra i 15 ed i 29 anni che non studiano, non lavorano e non frequentano corsi di formazione. La preoccupazione è che questa parte di popolazione con il tempo faticherà sempre di più a trovare un lavoro. Sono loro il target del progetto Garanzia Giovani.

L’Unione Europea ha stanziato per l’Italia 1,513 miliardi per il 2014 e 2015. Di questi 74 milioni di euro sono per la Regione Emilia-Romagna.  L’obiettivo è quello di offrire la possibilità di fare un primo ingresso nelle aziende attraverso stage, tirocini o contratti di vario genere cercando di entro quattro mesi dalla richiesta da parte dell’aspirante lavoratore.

Dal servizio civile, alle start up, all’assunzione in azienda: il progetto Garanzia Giovani si occuperà di aiutare i giovani ad intraprendere il percorso professionale più adatto alle singole formazioni e aspettative. Punta ad aumentare le competenze e la formazione professionale, investendo anche nei servizi di mobilità all’estero.

La fascia d’età che più fatica ad essere assunta è quella compresa tra i 24 ed i 29 anni, con questo progetto la Regione intende attenuare questa difficoltà, così ha spiegato l’Assessore: “Noi lavoriamo perché tutti abbiano un primo colloquio di orientamento e vogliamo che almeno 30.000 di questi colloqui si trasformino in un’occasione di lavoro”. Negli altri paesi dell’Unione Europea la soglia di età massima per essere coinvolti è fissata invece a 24 anni.

Per accedere a questo servizio è possibile registrarsi nel portale della Regione o in uno dei Centro per l’Impiego. Resta ancora incerto il destino dei CIP. Abbiamo chiesto all’Assessore Bianchi se il lavoro diventerà una competenza delle Regioni. L’Assessore ha così risposto: “A livello nazionale stiamo ragionando con il Governo su come si debba strutturare il sistema di primo confronto di una persona con le istituzioni del lavoro. C’è in atto un confronto tra le Regioni ed il Governo che inizialmente aveva proposto un’Agenzia Nazionale del lavoro, le Regioni stanno ragionando invece su una forma più articolata: che parta dal livello territoriale per istituire in termini federali un’agenzia”.

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