30 apr. – Si sente “indignata e offesa” e considera “responsabili dello stato di insicurezza” coloro che, con le loro dichiarazioni, hanno alzato il livello di tensione contro le maestre e colleghe delle scuole primarie Longhena di Bologna. Così Marzia Mascagni, insegnante e protagonista a febbraio della protesta del 10 in pagella a tutti i bambini in chiave anti-Gelmini, si sfoga dopo le tre lettere minatorie a lei indirizzate e denunciate lunedì alla Digos. “A tempo debito la pagherà”, è la frase più intimidatoria rivolta all’insegnante nelle lettere, spedite per posta da Bologna all’istituto di via di Casaglia e tutte scritte a mano. “Abbiamo denunciato il fatto – continua la Mascagni – perché siamo indignate, siamo state messe, come insegnanti, in una situazione di insicurezza per le dichiarazioni fatte sulla stampa dai più diversi personaggi politici e non. A parte la solidarietà di colleghi e genitori, siamo state lasciate sole“. Solidarietà è stata espressa a Marzia Mascagni dal Pd attraverso la deputata Sandra Zampa e Francesca Puglisi, responsabile infanzia del partito, che ha definito “assurde e inaccettabili” le minacce alle maestre. Ma anche dai capolista delle liste civiche Bologna citta’ libera e Terre libere, rispettivamente Valerio Monteventi e Tiziano Loreti, visto che la Mascagni è anche candidata alle elezioni amministrative proprio nella lista di Bcl.
