22 mar. – Lesioni colpose gravissime. E’ questa, secondo il pm Giuseppe Di Giorgio, l’ipotesi di accusa per suor Stefania Vitali, preside della scuola privata Maestre Pie dell’Addolorata in cui, la mattina del 5 novembre scorso, uno studente 13enne tentò il suicidio gettandosi da una finestra. Nell’avviso di fine indagini recapitato alla dirigente scolastica, il pm ipotizza che la preside sia colpevole di inadeguata vigilanza nel suo ufficio: il tredicenne, infatti, era nell’ufficio della dirigente per dare spiegazioni sulle sigarette con cui era stato sorpreso da una professoressa prima di entrare a scuola. Dopo 50 minuti di colloquio, il giovane aveva chiesto di aprire la finestra perché aveva caldo e si era gettato nel vuoto. Lo studente è uscito dal coma dopo mesi e ora sta meglio. Secondo gli inquirenti, la preside avrebbe dovuto prestare più attenzione al ragazzo, che si era mostrato molto agitato, in modo da immaginare e prevedere il gesto del ragazzo.
“L’accusa è fantasiosa e assolutamente sradicata da quanto emerso nel corso delle indagini, contiamo che
venga meno nel prosieguo delle indagini”. E’ questo il commento dell’avvocato difensore della preside dell’istituto “Maestre Pie” di Bologna.
In un primo momento i pm aveva ipotizzato, per la preside e per la docente che era in quel momento nell’ufficio, anche l’accusa di abuso dei mezzi di correzione. Per questa accusa, però, il pm Di Giorgio ha chiesto l’archiviazione poichè l’accertamento sull’uso delle sigarette è stato corretto ma lecito.

