Bologna, 19 mar. – Si respira un’aria positiva nel welfare regionale 2014. Dopo un periodo (il 2008-2012) caratterizzato dal taglio dei trasferimenti statali, la Regione Emilia-Romagna, con la quota che le è stata assegnata quest’anno dal Fondo nazionale per le politiche sociali, ha riconfermato il proprio impegno finanziario per il settore e deliberato la ripartizione complessiva di circa 52 milioni di euro: +20% rispetto al 2013. Senza intaccare le risorse per le famiglie, per i nidi, per il carcere (queste ultime aumentate di 200mila euro), e con un Fondo sociale locale che cresce del 24%. Per la prima volta, inoltre, vengono destinate risorse specifiche per il contrasto alla violenza di genere e per la prevenzione del rischio in adolescenza. Nella programmazione sono compresi anche sette milioni e 650.000 euro per i nidi.
L’assessore alle Politiche Sociali dell’Emilia-Romagna Teresa Marzocchi ha spiegato come il 2014 fosse un anno determinante rispetto alla tenuta delle politiche sociali e come fin dall’inizio della crisi si sono fatti significativi investimenti affinché questa si sentisse il meno possibile. La scelta della giunta è stata una scelta politica chiara e ben precisa, e cioé quella di confermare e aumentare i finanziamenti al settore del sociale, di sostenere il più possibile i servizi alle persone. Marzocchi ha sottolineato come questo non succeda in altre parti d’Italia ma sia stato possibile in Emilia-Romagna grazie al lavoro di tutta la giunta, che pur con meno fondi ha deciso di non sacrificare quest’area.
“Il nostro è un territorio fortemente caratterizzato dall’attenzione al welfare, anche in tempi di crisi: fra la buca in strada e il servizio alla persona, anche in tempi di difficoltà, noi guardiamo alla persona“, ha dichiarato orgogliosamente l’assessore.
Tra le novità: viene sostenuta, con 500mila euro, la programmazione in ambito distrettuale per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere e intrafamiliare, coerentemente le linee di indirizzo regionali recentemente adottate dalla giunta per l’accoglienza di donne vittime di violenza di genere. Altri 500mila euro andranno invece alla programmazione in ambito distrettuale per l’attuazione delle linee di indirizzo per la promozione del benessere e la prevenzione del rischio in adolescenza.
Guardando ai numeri è possibile vedere come il rifinanziamento del Fondo Nazionale per le politiche sociali preveda per l’Emilia-Romagna 21 milioni e 240.000 euro per il 2014 (nel 2013 erano stati stanziati poco più di 6.8 milioni, nel 2012 nulla). L’Emilia-Romagna ha deciso di integrare i fondi statali con un proprio finanziamento di 22 milioni e 848.000 euro, a cui si aggiungono le risorse per i nidi. In totale il Fondo sociale per la nostra regione arriva quindi a
52,070 milioni di euro.
L’assessore ha annunciato anche il seminario di venerdì 21 marzo in Regione, in cui verrà presentato “Fotografia del sociale”: un rapporto su tutto il settore a trecentosessanta gradi, con gli ultimi dati disponibili circa i servizi per l’infanzia, famiglie, consultori, immigrazione, persone non autosufficienti, adulti in difficoltà. Un quadro completo della situazione in Emilia-Romagna, che comprende i dati circa l’impatto della crisi sulle famiglie.
Riparto del Fondo Sociale: l’assessore Teresa Marzocchi spiega gli elementi di continuità e di novità.
Di seguito il grafico del Fondo Sociale Regionale e del Fondo Nazionale Politiche Sociali, dal 2008 al 2014.


