29 nov. – Se i comuni emiliano romagnoli ricevessero dallo Stato gli stessi finanziamenti degli altri municipi italiani potrebbero contare su 368 milioni di euro in più ogni anno. Lo rivela un’analisi commissionata dalla Cna regionale al centro studi ‘Sintesi’ di Mestre che fa dire agli artigiani che l’Emilia Romagna dà allo Stato più di quanto riceva. Dalla ricerca emerge che i cittadini emiliano-romagnoli sono i più fedeli fiscalmente e l’evasione fiscale non è così diffusa tra il Po e l’Appennino. Secondo Alberto Cestari, del centro studi ‘Sintesi’, i cittadini dell’Emilia-Romagna hanno un residuo fiscale pro-capite di 4.203 euro, in altre parole pagano più tasse rispetto ai servizi pubblici ricevuti. “L’Emilia-Romagna è una regione virtuosa” ed è la seconda, dopo la Lombardia, contribuente del Paese. Con circa 15 miliardi di euro all’anno, “contribuiamo al bilancio dello Stato più di altre realtà” dice Gabriele Morelli di Cna. L’onesta fiscale degli emiliano-romagnoli non sembra però ricompensata dallo Stato: la regione, infatti, è ultima a livello nazionale come trasferimenti ai Comuni (171 euro pro-capite contro una media di 255) e in fondo alla classifica anche dei trasferimenti alle Province (10 euro a testa contro una media di 24).

