L’Unità Emilia-Romagna pubblica stamane i risultati di un’indagine svolta dall’Alma Mater sul voto alle primarie. L’identikit del votante è molto interessante. Per certi versi ci sono conferme: età media alta, pochi operai e studenti, prevalenza di partito per il Pd. Ma ci sono anche novità: il 23% è un “neofita” che non aveva partecipato alle primarie del 2008.
Adriana Comaschi sintetizza sul giornale i dati più interessanti della fotografia del voto realizzata dal gruppo di studio PrimES dell’Alma Mater, attraverso la compilazione di 1100 questionari redatti davanti ai seggi.
Il 75% degli intervistati non ha tessere di partito, l’età media è 53 anni e il campione è composto in prevalenza da lavoratori dipendenti e pensionati, pochissime le partire iva. Chi aveva votato alle precedenti primarie ha scelto prevalentemente Merola: l’84% cento dei “meroliani del 2008” ha confermato il voto, assieme al 65% degli elettori di Cevenini e del 55% di coloro che avevano scelto Delbono. Frascaroli e Zacchiroli hanno ottenuto rispettivamente il 14% – 2% (ex Merola), 25% e 10% (ex Cevenini), 35% e 10% (ex Delbono)
I nuovi elettori invece hanno scelto decisamente Amelia Frascaroli (70%), solo il 20% si è orientato verso Merola. Infine il dato anagrafico: l’età media è alta (53 anni), ma tra i votanti di Merola è particolarmente elevata (58 anni), mentre scende tra gli elettori di Frascaroli e Zacchiroli, rispettivamente 47 e 48 anni di media.
Infine un dato che deve far riflettere: il 30% degli intervistati non ha garantito alcuna futura “fedeltà” di voto, non ha cioè assicurato che avrebbe votato il vincente delle primarie se fosse risultato un candidato diverso da quello da lui prescelto.
Aggiungiamo a questi dati una curiosità che abbiamo riscontrato guardando il voto scomposto tra i quartieri: Merola fa bottino pieno in quelli periferici, Navile Savena, San Donato, Reno e Borgo Panigale. il distacco finale tra Merola e Frascaroli è stato di 22 punti percentuali. Ma i responsabili di “Termometro Politico” che hanno fatto gli exit pol (e ci hanno sostanzialmente preso), durante la diretta del 23 gennaio ci dissero che nel rilevamento delle ore 12 il distacco era superiore ai 40 punti, un chiaro segnale che conferma come lo zoccolo duro Pd e il voto “anziano e militante” (che vota di prima mattina…) ha contribuito in modo determinante al successo di Virginio Merola.
Anche se questa, probabilmente, sarà l’ultima tornata in cui la dote del “voto di appartenenza” è sufficientemente consistente da garantire – in ogni caso – una vittoria.

