Legacoop pronta a correre in autostrada

13 dic. – Nonostante la crisi, a Bologna il sistema cooperativo tiene e punta a espandersi nel settore autostradale. Nel complesso, il fatturato è aumentato del 4,6%, secondo lo studio presentato oggi da Legacoop Bologna, basato sui bilanci consuntivi 2008 e preconsuntivi 2009 e condotto su un campione di 34 aziende delle 235 associate in Legacoop. Il dato però è “gonfiato” dalla performance di Manutencoop, che di recente ha fatto importanti operazioni di cessione e acquisto. Senza il gigante cooperativo dei servizi, infatti, il fatturato complessivo delle associate in Legacoop registrerebbe invece un -3,4%. «Un dato comunque positivo – sottolinea Ethel Frasinetti, direttore di Legacoop Bologna – perché lo si è raggiunto salvaguardando i posti di lavoro». Rispetto all’anno scorso, infatti, gli occupati sono aumentati dell’1,3%, raggiungendo quota 45.228; di questi, l’84% sono a tempo indeterminato e il 68% sono donne.
Chi se la passa meglio sono le grandi centrali cooperative come Camst e Manutencoop: il 65 % dell’intero fatturato di Legacoop Bologna è prodotto da sole 10 aziende. I settori più forti sono la distribuzione, il sociale, i servizi e la cultura; in sofferenza invece le coop del settore abitativo, agroalimentare, logistico e produzione lavoro.

Rita Finzi, vicepresidente di Legacoop Bologna, ha indicato nell’internazionalizzazione e nella formazione le linee guida del rilancio del mondo cooperativo bolognese e annunciato l’interessamento ad accreditarsi come concessionario di servizi autostradali: «Un progetto complesso – sottolinea Finizi – perché richiede grandi investimenti».

Legacoop si è detta disponibile anche a partecipare alla soluzione delle difficoltà finanziarie del Teatro Duse, che a giugno si ritroverà senza i finanziamenti dell’Ente Teatrale Italiano. L’idea sarebbe quella di una gestione integrata con l’Arena del sole. «Se i partner istituzionali faranno la loro parte – hanno detto Frassinetti e Finzi – Legacoop Bologna sarà pronta a collaborare affinché Bologna riconquisti il primato culturale che le spetta».

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