27 apr. – Ci sono i primi due indagati nell’inchiesta della procura di Bologna sulle spese elettorali della Lega Nord. Secondo quanto si è appreso si tratta di due candidati alle regionali del 2010: sono Marco Mambelli e Luigi Pasquini. Ai due il pm Morena Plazzi contesta il reato di falso ideologico commesso da privato in atto pubblico.
Il magistrato avrebbe fatto l’iscrizione dopo quello che l’ex leghista Alberto Veronesi, anche lui candidato alle regionali del 2010, ha denunciato nel suo esposto e nella recente testimonianza davanti al pm: avrebbero dichiarato, su indicazione dei ‘superiori’, di aver speso meno di 2.500 euro. Questo perché Veronesi ha più volte spiegato che il meccanismo, a cui lui non si sarebbe prestato, era indicato dalla segretaria della Lega Nord nazionale Nadia Dagrada: veniva detto ai candidati di non superare nelle rendicontazioni la soglia dei 2.500 euro prevista dalla legge sui finanziamenti pubblici, che oltre quel limite impone la nomina di un mandatario elettorale.
Mambelli, che nel frattempo ha lasciato la Lega, ha parlato attraverso il suo avvocato, Fabrizio Giunchedi. “E’ estraneo ai fatti e disponibile ad andare dal magistrato cui ha già inviato una raccomandata”, ha detto il legale. Pasquini, che invece ha ancora la tessera del Carroccio, ha spiegato che ha fatto “come gli veniva detto” . “Andammo tutti assieme a Reggio Emilia (dove c’era il parlamentare Angelo Alessandri ndr) e lì ci diedero un foglio in cui c’erano le varie opzioni“, a seconda di quanto si spendeva. Pasquini spiega di non aver ricevuto pressioni per fare così.

