11 apr. – Sono “meno di cinque” gli indagati nell’inchiesta della Procura di Reggio Emilia nata dall’esposto di Marco Lusetti, che ieri è stato ascoltato dai pm. Il procuratore capo della città tricolore Giorgio Grandinetti ha confermato l’apertura di un fascicolo ma non ha voluto entrare nel dettaglio delle ipotesi di reato né del numero preciso degli iscritti. “Più o meno la strada è quella che si sta percorrendo in altre procure” ha detto Grandinetti a proposito delle ipotesi di reato. In sostanza si tratterebbe di fondi neri e finanziamento illecito. Esclusi legami con la ‘ndrangheta di cui “non c’è nemmeno l’ombra”. A chi chiedeva se si parla anche di Bologna nell’esposto di Lusetti, Grandinetti ha risposto: “C’è qualche cosa che in qualche modo riguarda anche personale politico-amministrativo leghista di Bologna”.
A chi chiedeva se anche Rosy Mauro e Umberto Bossi risultassero tra gli indagati, Grandinetti ha risposto con un secco “no”; alla domanda se ci siano il segretario nazionale emiliano Angelo Alessandri o l’imprenditore Claudio Bacchi il magistrato ha opposto un “non posso rispondere”. La Bacchi spa è un’impresa edile, vincitrice dell’appalto per la costruzione della tangenziale di Novellara e fermata dall’antimafia a causa dei rapporti con una famiglia in odore di ‘ndrangheta.
Il grande accusatore Lusetti, ex braccio destro di Alessandri poi espulso dal partito, verrà sentito nei prossimi giorni e dovrà sostanziare le accuse mosse nell’esposto. Dell’indagine si occupano Grandinetti e il sostituto procuratore Stefania Pigozzi. “Questa è una fase molto precoce adesso iniziamo a lavorare con prudenza ma anche con fermezza” dice il procuratore capo che non esclude di coordinarsi con i colleghi bolognesi che hanno aperto un fascicolo conoscitivo. A disposizione dei magistrati di Reggio Emilia c’è anche un esposto presentato dall’ex revisore dei conti Alberto Magaroli che ha ricevuto la richiesta di fornire documentazione.

