28 apr. – Si sono riuniti oggi a Zola Predosa espulsi e fuoriusciti dalla Lega Nord in Emilia-Romagna, Toscana e Liguria. Un po’ meno dei cento che prevedevano, causa traffico autostradale, ma soddisfatti di un confronto nel merito sulla democrazia diretta e il no al finanziamento pubblico ai partiti.
Le persone indagate in regione, a Milano e nella segreteria nazionale «saranno diverse decine», prevede Marco Lusetti, espulso nel 2010. Qualche settimana fa l’ex dirigente leghista ha presentato un esposto alla Procura di Reggio-Emilia, ma fa sapere di non essere stato sentito, finora, né lì né a Bologna. «Calderoli sapeva benissimo anche perché c’è una telefonata che io ho reso pubblica», sostiene Lusetti riferendosi all’ex ministro della Semplificazione. Secondo Lusetti, «Calderoli, a voce di Angelo Alessandri (segretario regionale della Lega Nord, ndr), sapeva e comunque ha chiesto di coprire determinate cose».
Roberto Maroni non ha risposto all’invito degli ex, mandato «attraverso la segreteria della Camera dei Deputati», quindi «possiamo certificare che Bologna non è in Padania», deduce l’animatore del raduno, Alberto Veronesi, il cui esposto per presunti falsi sulle spese elettorali sarebbe alla base delle indagini della Procura di Bologna su due candidati alle regionali del 2010.

