1 giu. – Sul rischio di chiusura per il teatro Duse continuano ad arrivare reazioni politiche.
Per il consigliere regionale dell’IdV Franco Grillini, “La chiusura del teatro prevista dalla manovra lascia esterefatti perché priva la città di Bologna di una struttura storica ed essenziale per l’attività culturale”. Per Grillini l’operazione del governo sarebbe da inquadrare in “un atteggiamento punitivo verso la cultura e in particolare verso la città di Bologna”. Anzichè chiudere il teatro, ha concluso il consigliere IdV, bisognerebbe “ristrutturarlo e rilanciarlo in modo da mantenere l’offerta culturale a Bologna”.
Anche Enzo Raisi, parlamentare bolognese del PdL, critica la decisione del governo di chiudere l’Ente teatrale italiano. “A chi serve – si chiede sulla sua pagina facebook – un popolo di benestanti ma ignoranti?”. Per questo Raisi annuncia di voler presentare un emendamento affinché il governo salvi l’Eti e quindi il teatro Duse. D’accordo con Raisi i suoi colleghi parlamentari PdL Fabio Garagnani e Giancarlo Mazzucca che chiederanno a Bondi e Tremonti di tornare sui loro passi. Settimana prossima Alberto Vecchi, vice coordinatore del PdL in regione, e Manes Bernardini (Lega) si recheranno invece a Roma per parlare con il presidente della Commissione cultura della Camera Valentina Aprea.
Intanto, anche i parlamenti Pd bolognesi si sono mobilitati presentando alla Camera e al Senato interrogazioni (primi firmatari Walter Vitali e Sandra Zampa) per chiedere a Tremonti e Bondi come intendano “scongiurare l’irreparabile danno derivante dai tagli annunciati”.

