25 ott. – Non nasconde “il dispiacere” per la scelta di Maurizio Cevenini, ma “di fronte alle ragioni di salute, la politica non può che fare un passo indietro”. Così Stefano Bonaccini, segretario regionale del Pd, commenta il dietrofront del Cev, insieme al “pieno rispetto per la sua decisione”. “Apprendo con dispiacere della scelta di Cevenini di abbandonare la campagna elettorale per la candidatura a sindaco di Bologna”, dice Enzo Raisi, deputato e leader finiano a Bologna, mentre Fabio Garagnani, coordinatore cittadino e deputato del Pdl di Bologna, esprime “solidarietà e simpatia umana a Maurizio Cevenini, dandogli atto della passione civile che lo ha sempre caratterizzato”. Per il parlamentare bolognese dell’Udc, Gian Luca Galletti, “la decisione di Maurizio Cevenini ci dispiace. Verrà meno un interlocutore politico di indiscusso valore e spessore morale”.
Ma è soprattutto al “dopo Cevenini” che puntano le reazioni politiche. Dopo l’ufficializzazione del ritiro, Silvana Mura, segretaria regionale dell’Idv, pensa a una “moratoria delle primarie, per consentire alla coalizione di valutare la nuova situazione politica che si è venuta a creare”. Secondo la dipietrista, per gli altri due nomi in lizza, Amelia Frascaroli e Benedetto Zacchiroli “non cambierebbe nulla se si congelasse tutto per un breve periodo per vedere se ci sarà qualche altra persona che, con la loro stessa responsabilità, sia pronta a mettersi a disposizione di Bologna”. Quelle della Mura sono parole “affrettate“, è la replica a stretto giro di Cathy La Torre, portavoce di Sel che ha deciso di schierarsi con la Frascaroli: “Per noi le primarie non perdono il loro valore intrinseco nonostante venga meno la candidatura di Cevenini”, ha precisato la La Torre, secondo la quale la Mura “non tiene conto dell’autorevolezza dei candidati ancora in lizza. Il Pd – conclude La Torre – è perfettamente in grado di proporre altre candidature di grande rilievo”.
E un commento arriva anche da Lorenzo Sassoli de’ Bianchi, a cui il ritiro di Cevenini non gli ha fatto cambiare idea: non si impegnerà nella corsa per diventare primo cittadino di Bologna. “Rimango sulla mia decisione, nella maniera più determinata”, spiega il presidente del Mambo.
Dal fronte del centrodestra arriva infine il monito di Giuliano Cazzola. Da oggi, ha commentato il deputato del Pdl e possibile candidato per le comunali, la nostra battaglia diventa assai più difficile. Lo capiremo presto con le nuove candidature che il Pd metterà in campo“. Nei giorni scorsi il parlamentare aveva detto di temere di più altri candidati, come Lorenzo Sassoli de’ Bianchi o Duccio Campagnoli

