25 feb. – Opposte e dure le prese di posizione alla decisione della conferenza dei capigruppo che ha bocciato la proposta del Pd per andare al voto a giugno. “Di fronte al diktat dell’on. Cicchitto – ha dichiarato Salvatore Vassallo, del Pd – hanno piegato la testa tutti o quasi i parlamentari di Pdl e Lega. Con questa scelta, fatta presumendo di dare uno schiaffo al centrosinistra, viene mortificata l’intera citta“. “Il Ministro Maroni – osserva Gianluca Benamati, altro esponente del Pd – si era detto disponibile a un percorso condiviso e si poteva procedere alla presentazione di un progetto di legge di pochi articoli per evitare un lungo commissariamento a Palazzo D’Accursio, ma non ha fatto i conti con i suoi colleghi di maggioranza”. Per Franco Grillini, capolista in regione per l’Idv, “la destra che dice no al voto anticipato a Bologna, è un tipico caso di masochismo politico”. Sulla decisione interviene anche Andrea De Maria, segretario del Pd bolognese, secondo il quale da parte del Pdl “meschini calcoli di parte vengono messi davanti all’interesse della città”.
