Sulla vicenda della cooperativa Terremerse e sulla notizia che Giovanni Errani, fratello del presidente dell’Emilia-Romagna, e alcuni dipendenti regionali sono indagati, la Regione ha ribadito la “massima collaborazione con la Magistratura”. “Confermo l’atteggiamento che ha fin qui caratterizzato la condotta tenuta dal presidente e dalla Giunta regionale – ha detto il sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Alfredo Bertelli -. Valuteremo il merito dei provvedimenti non appena ne saremo a conoscenza. Tuttavia ribadisco fin d’ora che il nostro atteggiamento, rispetto a questa vicenda, continuerà ad essere improntato alla piena fiducia e massima collaborazione con la Magistratura, certi che in questo modo potremo concorrere a sciogliere ogni dubbio sulla trasparenza, correttezza e legittimità degli atti compiuti da questa Amministrazione. Atti che, voglio ricordarlo, senza alcun indugio sono stati inviati da subito dallo stesso Errani alla Magistratura e all’intera Assemblea regionale e sono tuttora a disposizione di ogni consigliere”.
Giovanni Monti, presidente di Legacoop Ravenna, della quale fa parte Terremerse, fino a gennaio presieduta da Giovanni Errani, ha saputo dai giornalisti che il fratello del presidente della Regione era stato indagato per un finanziamento alla cooperativa. “So che Terremerse a suo tempo aveva messo a disposizione della magistratura tutte le informazioni richieste per potere eseguire gli accertamenti del caso – ha commentato -. Da tempo non avevo più notizie in merito. Le cose erano state chiarite, le procedure ci diranno l’esito del chiarimento”.
Per quanto riguarda le reazioni politiche, appoggio totale dal Pd e dal capogruppo in Regione, Marco Monari: “Siamo sereni e tranquilli su trasparenza, correttezza e regolarità degli atti amministrativi e sui comportamenti del presidente Errani”. Ironia invece dai due consiglieri del movimento 5 stelle-Beppe Grillo, Andrea Defranceschi e Giovanni Favia: “Siamo cauti e fiduciosi nel lavoro della Procura ma, dopo la vicenda Delbono, (il sindaco Pd di Bologna costretto a dimettersi per i viaggi con la fidanzata mentre era il vice di Errani in Regione ndr) siamo pronti a tutto”.
Critico invece il consigliere regionale e vice-coordinatore regionale del Pdl, Alberto Vecchi: “Se questo ennesimo episodio che vede interessato il fratello del governatore sarà comprovato, sarà evidente che l’Emilia-Romagna non è quell’isola felice descritta in campagna elettorale da Vasco Errani. Se corrispondesse a verità quanto riportato dalle agenzie di stampa – ovvero l’iscrizione nel registro degli indagati del fratello del presidente della Regione Vasco Errani e di alcuni funzionari di viale Aldo Moro nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Bologna sulla Cooperativa Terremerse – significherebbe che, a distanza di qualche mese, non erano illazioni e fantasie le denunce del Pdl fatte in Regione”, ha aggiunto Vecchi, ricordando che “questo avviso di garanzia (se sarà confermato) segue di poche settimane quello che ha direttamente interessato l’ufficio legale della stessa Regione”. (ANSA).

