Di fronte alla condanna a carico del suo ex leader, la Cgil di Bologna afferma che, nonostante il pronunciamento del giudice, il punto della questione è un altro: “Rimangono irrisolti i problemi del teatro e dei lavoratori”. La nota dell’Slc-Cgil risponde anche alle accuse del Pdl alla Camera del lavoro di essere complice della linea assunta da Cofferati e della direzione del Teatro. L’Slc ribadisce infatti che “la
scelta del Teatro di non pagare i lavoratori non scioperanti era e rimane grave e sbagliata”. Quanto alla decisione del Tribunale, “riconoscendo solo nell’avviso preventivo un comportamento antisindacale, non offre soluzione ai lavoratori che non hanno aderito allo sciopero e non sono stati retribuiti, e non
impedisce per il futuro il ricorso, senza preavviso, da parte del Teatro al medesimo articolo 1256 del Codice civile”.
Di tutt’altro tenore le reazioni delle opposizioni cittadine alla condanna di Cofferati. “La fine, carica anche di una sorta di humour paradossale di una parabola in discesa”. Così viene letta la sentenza da Galeazzo Bignami, presidente Pdl della commissione Bilancio in Comune: “in realtà, l’errore di Cofferati è stato fidarsi di Marco Tutino. Il Sovrintendente verrà convocato in municipio e “gli chiederemo conto della sua gestione amministrativa e contabile”. Assai simile è il giudizio di Roberto Panzacchi, ex Verde schierato con Bologna città libera: “Si pensava potesse offrire all’opera il suo cuore”, dice di Cofferati intervenendo anche lui in Consiglio, “invece ha offerto qualcosa che l’ha portato a questa condanna”. E per l’Udc, il segretario Maria Cristina Marri, parla di “impostazione manageriale e politica esclusivamente e inutilmente dirigistica che ha saputo, solo nel mancato rispetto dei diritti dei lavoratori, certificare la disfatta del Teatro”.

