3 feb. – La parola che fa paura al PD è “frammentazione”. La candidatura Pasquino non è ben accolta in via della Beverara che fino ad ora aveva visto proliferare solo candidati nel campo del centrodestra. Così anche l’affermazione del politologo di collocarsi nel campo del centrosinistra per il PD ha il sapore della beffa: “Di fatto un puntello al centrodestra in difficoltà” -scrive in una nota ufficiale il responsabile Enti Locali del Pd di Bologna, Luca Rizzo Nervo, che poi attacca Gianfranco Pasquino che “si è autocandidato a sindaco di Bologna, senza alcun percorso di legittimazione democratica”.
Molto più prudenti i dirigenti della Sinistra democratica, visto che Pasquino ha annunciato che parteciperà giovedì all’incontro nel quale verranno esposti i risultati del gruppo dell’ex sindaco Guido Fanti. Sd fa sapere di esser pronta a dar vita ad una lista civica che unifichi la sinistra (si chiamerà Sinistra per Bologna) nella prospettiva però di affrontare le elezioni con un unico candidato di centrosinistra.
A proposito di unità della sinistra: l’area vendoliana, con le dimissioni di 19 membri del Comitato politico federale sui 100 complessivi, ha ufficializzato l’uscita dal Prc e adesso si guarda intorno (SD/Guido Fanti? Pasquino? Del Bono? Monteventi?). Allargando il discorso a livello regionale, confermata l’intenzione di abbandonare il Prc anche da parte dell’assessore al Turismo e Commercio di viale Aldo Moro, Guido Pasi, che lascerebbe così Rifondazione senza rappresentanti nella giunta guidata da Vasco Errani. Obiettivo dei vendoliani e’ “costruire una nuova sinistra di popolo in Italia e in Europa”. Per il momento però basterebbe capire cosa succederà a Bologna.
foto di Noemi Bisio

