8 feb. – Continua la protesta nelle scuole superiori bolognesi contro la riforma del ministro Gelmini.
I primi erano stati gli studenti del liceo scientifico Copernico che venerdì avevano occupato il plesso di via Garavaglia seguiti a ruota, sabato, da quelli del liceo scientifico Sabin.
Al Copernico la protesta è proseguita questa mattina con dei gruppi di lavoro e discussione. Per domani gli studenti hanno chiesto alla preside di indire un’assemblea con i docenti dell’istituto per discutere insieme le modalità di una protesta che, a detta di molti, dovrebbe essere comune.
Situazione un po’ tesa al Sabin. In mattinata i docenti riuniti in assemblea hanno bocciato la proposta degli studenti di sospendere i corsi di recupero, previsti per questa settimana, per consentire lo svolgimento della protesta. Da parte degli studenti c’è però l’intenzione di continuare l’occupazione anche domani.
La protesta si anima sempre di più. Il Pier Crescenzi-Pacinotti è stato occupato in mattinata, mentre nel pomeriggio si è tenuta un’assemblea al liceo Copernico a cui hanno partecipato i rappresentanti di altre scuole per discutere di azioni comuni. Da mercoledì o giovedì si mobiliteranno altre scuole contro la riforma delle superiori: Fermi, Laura Bassi, Aldini e Minghetti, mentre le azioni cambieranno da scuola a scuola. Le Aldini pensano a un’autogestione, mentre il Copernico rimarrà occupato fino a domani. Poi, dicono gli studenti, si vedrà.
Davide Di Noi, presidente della Consulta studentesca della provincia di Bologna, va anche all’attacco: “Questa riforma non guarda alla scuola e lo dimostra il fatto che dal 2 al 4 febbraio c’e’ stata la conferenza nazionale dei presidenti delle Consulte a Roma e il Ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini non si e’ presentata”.

