17 nov. – Dal Piemonte al Veneto, passando per la Liguria, l’Emilia Romagna e anche la Toscana, la ‘ndrangheta ha ramificazioni in buona parte delle regioni settentrionali. Le cosche che godono di una certa autonomia ma, per decisioni strategiche, dipendono sempre dalla casa madre calabrese.
E’ quanto emerge dalla relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia consegnata al Parlamento. Ecco nel dettaglio come le cosche si sono infiltrate nelle regioni più produttive del paese. In Emilia-Romagna, spiega il rapporto, le infiltrazioni sono operative nelle province di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Parma, dove vi è una presenza “diretta” della cosca Grande Aracri e di personaggi riconducibili alle ‘ndrine dei Barbaro, Strangio, Nirta e Bellocco. Sono inoltre in corso tentativi da parte delle varie famiglia di allargare il raggio d’azione anche nelle altre province della regione.
