6 mag.- Protesta delle maestre delle scuole d’infanzia comunali contro il progetto di trasferirle nella futura Asp unica, l’azienda per i servizi alla persona che nascerà dalle tre oggi esistenti. Oggi le insegnanti, che ora hanno il contratto scuola (in Italia succede solo a Bologna e Firenze) e nel passaggio all’Asp dovrebbero cambiarlo in quello degli enti locali, si sono riunite nell’assemblea convocata dall’Adi (l’associazione docenti italiani) al dopolavoro di via San Felice. IN più di 200 hanno sfilato in corteo fino sotto le finestre di palazzo d’Accursio e sono salite in massa nell’anticamera del consiglio comunale.
Armate di cartelli, striscioni e fischietti, le maestre hanno preteso un incontro con il sindaco Virginio Merola e l’assessore alla scuola Marilena Pillati per avere risposte circa il loro futuro contrattuale. Dopo il tentativo fallito del capogruppo Pd Francesco Critelli di allontanare la protesta dall’anticamera del consiglio (dove di lì a pochi minuti sarebbe iniziata la commemorazione di Maurizio Cevenini), sono comparsi gli assessori Matteo Lepore, Luca Rizzo Nervo e Pillati.
L’incontro è stato piuttosto ‘caldo’: ai tentativi degli assessori di tranquillizzare le manifestanti (“Nessuno vuole privatizzare la scuola”, “L’asp è un’azienda pubblica”) le insegnanti hanno risposto con salve di fischi. Intorno alle 17.20 (anche per consentire che il consiglio comunale straordinario iniziasse), gli assessori hanno fatto rientro in aula, rimandando alla settimana prossima un incontro con le lavoratrici delle scuole materne. A quel punto, alla spicciolata, le manifestanti sono uscite dal salone d’Ercole.


