Le luci della centrale elettrica: “Quanto sono felice di questo disco!”

le luci della centrale elettrica

17 marzo – Era il 2008 quando Maps ospitava per la prima volta, nella sua seconda stagione, Vasco Brondi: il musicista ferrarese aveva appena inciso il suo primo disco con il moniker Le luci della centrale elettrica. In quel pomeriggio, insieme a Vasco, suonarono da noi anche Dente e Dellera: una bella selezione della canzone italiana, a pensarci anche cinque anni dopo, considerando le uscite recenti. Vi abbiamo infatti raccontato del nuovo disco di Giuseppe Peveri in Humus; venerdì scorso a Maps abbiamo avuto Brondi come ospite telefonico, per parlare dell’ultimo Costellazioni, uscito per La Tempesta.

Le quindici tracce che lo compongono, registrate e talvolta pensate con Federico Dragogna dei Ministri, si muovono su due livelli: “Mi sono immaginato un bar tra la via Emilia e la via Lattea“, ci ha raccontato Vasco al telefono, poco prima della data zero del tour a Livorno e che toccherà l’Estragon di Bologna il 12 aprile. E queste due dimensioni sono il modo di leggere un album molto diverso dalle prove degli anni passati: un disco intriso di dualità, che si muove tra liriche “impressioniste” e momenti più narrativi, tra momenti più crudi, direttamente riferiti alle produzioni precedenti de Le Luci e un terreno totalmente nuovo, tra analogico ed elettronico.

Ma soprattutto, dal disco e dall’intervista, traspare la soddisfazione del musicista per il risultato che ha ottenuto, dopo una pausa durata giorni/anni o viceversa (lo dice sempre Vasco nell’intervista), una registrazione live/elettrica completa dell’album e una in studio/elettronica. “Poi abbiamo capito che dovevamo fare un terzo disco mischiando quei due”. Insomma, Costellazioni non è stato di certo un disco facile per Brondi, ma ancora una volta è un disco sincero che costruisce un altro tassello (piuttosto inaspettato) in quella che è, in fondo, una poetica, intesa nel senso proprio del termine e la conferma della volontà di intraprendere un percorso proprio nel peculiare mondo della canzone italiana.

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