19 set – Troppi componenti nei consigli di amministrazione delle nuove aziende di trasporto pubblico nate dalle fusioni come Tper (Atc +Fer). Sono “nicchie di potere centenarie che si fa fatica a sradicare”, secondo il segratario regionale della Uiltrasporti Gian Luca Neri. Bisognerebbe agire su di loro per far fronte ai problemi economici delle aziende senza danneggiare i lavoratori. I sindacati di categoria dei trasporti sono preoccupati per la situazione dei lavoratori del trasporto pubblico. Ma mentre Cisl e Uil affondano il coltello per la Cgil non si può dire che il trasporto pubblico in Emilia Romagna funzioni male.
I lavoratori pagano con turni di lavoro massacranti e mal retribuiti gli stipendi di “tombali della politica che dovrebbero uscire fuori dai Cda“, ha detto Vincenzo Curcio della Fit Cisl.
Da tre anni il contratto dei lavoratori è scaduto e le fusioni non hanno prodotto gli effetti sperati; per queste ragioni il “27 settembre ci sarà un attivo unitario per fare il punto delle situazione – ha spiegato Claudio Santoro (Filt) – e per decidere anche le iniziative da mettere in campo in occasione dello sciopero nazionale del trasporto pubblico, previsto per il 2 ottobre, dalle 10 alle 14“.
La pensa diversamente Claudio Ferrari, ex amministratore delegato della Seta e direttore generale di Tper, che in occasione della nuova campagna abbonamenti di Tper ha detto che le condizioni dei lavoratori sono perfettamente in linea con le direttive del contratto nazionale del lavoro e che gli sforzi richiesti connessi all’aumento dell’orario di lavoro sono indispensabili per mantenere alto il profilo di un’azienda che “economicamente sta andando bene” nonostante la crisi e i tagli.
Ascolta Gianluca Neri (Uil), Vincenzo Curcio (Fit Cisl) e Claudio Santoro (Filt Cgil) Sindacati unitari trasporto accorpamenti per post

