13 feb. – Una manifestazione imponente, la più grande degli ultimi anni se consideriamo che era esclusivamente locale e basata solo sugli annunci e il passaparola. Le donne sono riuscite a portare il popolo in piazza. “Nè per bene, nè per male, unite, diverse, libere”, lo striscione di apertura ha faticato dall’inizio a farsi strada tra la folla.
Migliaia e migliaia e migliaia: quando la testa del corteo era già in piazza dei Martiri la coda ancora affollava piazza venti settembre. Mani alzate, slogan, la banda e soprattutto migliaia di cartelli fatti in casa sono stati il marchio di questa manifestazione, che periodicamente ricordava al Presidente del Consiglio una sola cosa: dimissioni.
Il corteo ha raggiunto Piazza Maggiore, cambiando i programmi iniziali e violando così il divieto di manifestare nelle vie centrali della città durante i week-end. Lì, in coro, sono state chieste le dimissioni del premier S. E lì si sono tenuti gli interventi e le testimonianze, pronunciate dai gradini davanti alla basilica San Petronio, utilizzati come palco improvvisato, mentre quello vero era montato in piazza XX settembre, vicino alla Stazione, dove era previsto questo momento finale. “Non esiste – ha detto l’attrice Lella Costa, tra le prime a prendere la parola – una sola questione femminile, che non riguardi l’intera umanità”. Poi una ricercatrice ha letto un messaggio di Margherita Hack: “Rifiutate l’idea – ha scritto la scienziata – che per fare successo ci si debba prostituire, fisicamente e moralmente. E dimostrate con il vostro lavoro che esiste un’Italia diversa”. A prendere la parola sono state decine di donne, rappresentanti di gruppi, associazioni, giovanissime studentesse. Dalle donne è arrivato il richiamo a cambiare la natura dei legami, delle relazioni tra uomo e donna, in ogni ambito, dal lavoro alla politica. E la chiusura è stato un “arrivederci”.
Fa sorridere, a ripensarci, la prudenza delle organizzatrici dei giorni scorsi e, soprattutto, le “stime” della Questura che voleva far passare il corteo da via Falegnami, chiedendo se sarebbero state più di 200…

