Il taglio deciso dal quartiere San Donato sull’assistenza agli anziani ci fa toccare con mano quello che già le donne sanno: la manovra economica colpisce prima di tutto loro, la loro vita, le loro giornate.
Cinquanta famiglie bolognesi non riceveranno più aiuto nell’accompagnamento dei loro anziani fuori casa e vedranno dimezzate le ore di assistenza domiciliare. Non è difficile immaginare chi si occuperà di coprire i vuoti aperti nel tessuto del welfare cittadino: le figlie, le nuore, le nipoti, che aggiungeranno anche quel tassello alle loro vite già all’ultimo respiro.
Più rapidamente ancora di quanto pensassimo, le scelte del governo Berlusconi, tagli lineari che ricadono prima di tutto sugli enti locali, si scaricano sui Quartieri e infine colpiscono i singoli cittadini. Ma le cittadine di più e più duramente. Colpite perché andranno in pensione più tardi-senza niente in cambio come invece era stato loro promesso, colpite perché più presenti nel settore pubblico (bersaglio privilegiato del governo), colpite perché ogni taglio al welfare si traduce per loro in ore di assistenza in più da assicurare ai figli, ai vecchi, ai malati. Nessuna retorica, soltanto vite di donne che cambiano, accelerano ancora, tempi che si comprimono, ansie che aumentano.
Vale la pena leggere su questo il documento di Se Non Ora Quando.
I governi di Berlusconi ci hanno spinto di nuovo nelle case. Che ne prendano atto anche gli uomini e lo denuncino. In un Italia sempre più culturalmente in ritardo su tutto, ancora non sì è spezzata quella spirale che vuole le donne ad agire sempre in prima persona. perché è più semplice così e l’assoluta esiguità dei congedi di paternità è lì a dimostrarlo: gli uomini faticano ad immaginarsi come protagonisti dei lavori di cura.
Siamo tornati indietro di 50 anni.
Lucia Manassi, Giusi Marcante


Lascia un commento