Le “dade” bocciano Cgil Cisl Uil

1 lug. – “Di più non si poteva fare” questo il commento di Michele Vannini della Fp Cgil sull’accordo per la ristrutturazione dei nidi comunali, bocciato ieri sera dalla maggioranza delle educatrici presenti all’assemblea di presentazione organizzata dai Confederali. Un voto palese: tra le 250 intervenute (150 rimaste fino alla fine), solo una trentina erano a favore e una decina si sono astenute. Rispettando il volere delle lavoratrici i sindacati non firmeranno, quindi spetterà al Comune decidere come muoversi.

L’assessore all’istruzione Marilena Pillati rivendica la bontà dell’accordo che, dice, per l’amministrazione “rimane un riferimento importante”, ma non nasconde che “la situazione ora è diversa da quella che ci sarebbe stata con l’accordo firmato”. Come riprendere il dialogo con le lavoratrici? “Dovremo decidere insieme quali passi compiere, ma al momento non sono in grado di rispondere” dice Pillati, ma assicura “rimane in campo la nostra volontà di partecipazione”

Il Comune, di fronte ai tagli di bilancio e alla manovra in arrivo, durante la trattativa si è mostrato irremovibile su due punti: l’aumento del rapporto educatrice-bambini e l’internalizzazione della preparazione dei pasti. Quindi la loro attenzione si è concentrata sui contratti a tempo determinato che, in base all’accordo, sarebbero stati trasformati da full time a part time, riducendo il numero di esuberi e mantenendo quindi più persone possibile collegate al Comune: 24  secondo i Confederali sono a rischio licenziamento.

Il rapporto con l’amministrazione comunale, secondo Alberto Schincaglia della Cisl, ha “avvelenato gli animi e fatto perdere a molti la capacità di affrontare in modo pragmatico la situazione”. La critica si rivolge anche contro Usb, che ieri aveva criticato l’accordo e che secondo Vannini ha avuto solo il “ruolo di spettatori”.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.