Le cose che Brattoli già sapeva

29 dic. – Erano diversi gli elementi già nelle mani di Bruno Brattoli, il capo del Dipartimento della Giustizia Minorile, per valutare, prima dell’ispezione ministeriale di dicembre,  la reale situazione vissuta nel carcere del Pratello. Prima di tutto la relazione consegnatagli nel luglio 2008 dall’ispettrice Valeria Procaccini che sollevava  “importanti rilievi, tanto sotto il profilo economico gestionale, quanto sotto quello organizzativo” sull’operato di Giuseppe Centomani alla guida del Centro di Giustizia minorile.

Nel marzo del 2011 ricevette poi una lettera riservata da parte dell’allora direttrice del Pratello Paola Ziccone. Segnalava che in occasione di un’aggressione da parte di detenuti ad agenti non era stata avvertita per tempo e in maniera corretta dalle guardie.

Infine a settembre, le educatrici e gli educatori del carcere minorile chiesero di essere ricevuti a Roma,  per raccontare una situazione sempre più pesante. Ma non avrebbero ricevuto risposta.

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