“Le carceri scoppiano”. Parola di guardia.


8 lug. – 30.000 detenuti in più e 6000 guardie in meno. E’ questa la fotografia delle carceri italiane fatta dai 250 agenti di polizia penitenziaria, oggi in presidio a Bologna davanti alla Dozza per protestare contro la carenza di organico a fronte di un sovraffollamento ormai divenuto “ingestibile e pericolosa“.

Per questo l’appello al governo è unanime. Tutti i sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Sappe, Osapp e Sinappe) chiedono almeno 6000 agenti in più e politiche “deflattive”, come le misure alternative alla custodia in carcere, per ridurre il numero di reclusi.


Con i 64.000 detenuti attuali, le carceri italiane raggiungono oggi il sovraffollamento massimo nella storia della repubblica italiana. “La situazione è intollerabile, un agente da solo deve controllare ache 150 detenuti, spesso in turni doppi lavorando anche 18, 20 ore”, dice un agente della Dozza.

Se l’appello per un aumento del personale è unanime, non è lo stesso per la richiesta avanzata dal Sappe, che con il 30% di agenti penitenziari iscritti è il più rappresentativo. “Vogliamo che sia impiegato l’esercito nel controllo esterno delle carceri per poter riporare all’interno gli agenti impegnati come sentinella” dice Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo.

Solidarietà agli agenti è venuta anche dal comandante e dalla nuova direttrice del carcere di Bologna, Ione Toccafondi, che ha definito “incivile” la condizione in cui vivono i detenuti. “Sapevo che la situazione di bologna era complicata, ma non immaginavo fino a questo punto”, aggiunge la neo-direttrice.

Pictures by Mario Carlini /IguanaPress

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