Lazzaretto: “Spazio a Casapound? Un insulto alla città”

28 nov. – L’incontro previsto mercoledì prossimo tra amministrazione comunale di Bologna e Lazzaretto autogestito si terrà a porte chiuse. Fuori, ad attendere l’esito del faccia a faccia ci sarà un sit-in convocato dal centro sociale destinato ad essere abbattuto. L’incontro, spiegano gli attivisti, “rappresenta l’ultima spiaggia per uno degli spazi piu attivi in città che ha, ora più che mai, bisogno del sostegno di tutti”.
Con l’occasione il Lazzaretto replica anche a Casapound, che si è candidata pubblicamente ad ottenere uno degli spazi comunali rifiutati dal centro sociale. “In questa triste situazione si è inserita, con uno squallore disarmante ma degno dei personaggi, l’organizzazione neo fascista Casapound. E’ evidente che questa richiesta, oltre che una provocazione, costituisce un insulto alla memoria storica di Bologna, città medaglia d’oro per la Resistenza“. Il Lazzaretto invita dalle 16 di mercoledì in piazza Maggiore per un “presidio discreto, silenzioso ma determinato per sostenere il centro sociale e per dire no a Casapound”.

Casapound, da parte sua, prosegue nella sua strategia, tutta tesa a distanziarsi dalle pratiche d’azione del vecchio neofascismo in camicia nera , per cercare di inserirsi, e “fare propri“, temi e luoghi storicamente cari alla sinistra. Dopo la richiesta di uno spazio autogestito, oggi una trentina di militanti ha manifestato all’ingresso dell’ex Maternita’ di via D’Azeglio srotolando uno striscione per contestare la scelta operata dalla Provincia di Bologna di trasformare l’immobile in un nuovo albergo di lusso.
“Servono asili nido, scuole materne, elementari- si legge nel volantino distribuito da Casapound – serve un poliambulatorio, spazi ricreativi per i giovani, biblioteche pubbliche, sale studio, spazi sociali“. Ma, conclude il volantino, “non serve un albergo”.

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