Bologna, 20 dic. – L’Emilia-Romagna in testa alla classica italiana del lavoro nero e irregolare. Lo dice il terzo dossier “Libera Informazione”, presentato oggi a Bologna nell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. La maggior parte dell’attività ispettiva svolta nel 2012 dalle Direzioni territoriali del lavoro e dalla Direzione regionale del lavoro in Emilia-Romagna ha riguardato le imprese attive nel settore del terziario e in quelle dell’industria. Il numero di lavoratori irregolari individuati è di 22.336. Confrontando quest’ultimo dato con quello delle prime cinque regioni dove è stato riscontato il maggior numero di irregolarità lavorative, risulta che spetta all’Emilia-Romagna il poco gratificante primato di lavoratori irregolari individuati nel 2012, davanti alla Lombardia (con 21.893 casi), mentre il numero cala sensibilmente già a partire dalla terza regione, la Puglia, ferma a 11.784 lavoratori irregolari.

