1 feb.- L’Asl di Bologna ha realizzato una visita ispettiva al Cie di via Mattei lo scorso 14 gennaio e i rilievi che vengono fatti sono molti e allarmanti per il centro di identificazione ed espulsione dove vengono rinchiusi gli immigrati senza permesso di soggiorno. La visita è stata più volte sollecitata dalla Garante dei detenuti regionale Desi Bruno che, dopo aver esaminato la relazione, è tornata a chiedere la chiusura del Cie.
In sintesi l’Asl chiede alla gestione del Cie una serie di azioni: “Consegna regolare di indumenti, biancheria e prodotti per l’igiene per evitare un “rischio gravissimo di diffusione di patologie infettive”; la definizione di procedure per la corretta gestione dei nuovi ingressi; riunioni periodiche di coordinamento tra tutti i portatori di interesse; un registro di infortuni per un programma di prevenzione degli stessi e l’attivazione di attività ludico-ricreative degli ospiti, “al fine di garantire un clima sociale adeguato e ridurre la conflittualità”. Gli ispettori sanitari hanno poi annotato che un terzo degli immigrati detenuti chiede psicofarmaci e che ci sono quattro sospetti casi di scabbia. Infine servono radicali interventi di manutenzione dell’edificio: sull’impianto elettrico, nei bagni dove mancano le porte e non funzionano le docce, una pulizia straordinaria. Gli ispettori hanno annotato che quando sono entrati il personale stava spegnendo un incendio di posate di plastica e di pane in busta di plastica che era stato appiccato dagli immigrati.
Per Bruno non è più rinviabile una decisione sulla chiusura del Cie che da alcuni mesi è sottoutilizzato.
Numerosi sono anche i problemi relativi alla nuova gestione del consorzio Oasi. La Prefettura liquiderà lo stipendio di dicembre che Oasi non ha pagato al netto dei contributi e delle ritenute fiscali, trattenendo la cifra dalla somma da liquidare al consorzio per la gestione del centro.

