L’asinello contro il Porcellum

24 ago. – I referendari del Pd lanciano la raccolta firme per abrogare il Porcellum, l’attuale sistema elettorale. Dopo aver inutilmente aspettato un segnale dal loro partito, ora che il pd ha scelto la strada del proposta di legge parlamentare, i prodiani hanno un mese di tempo per raccogliere 500 mila firme. Vogliono tornare al Mattarellum e quindi alle preferenze, cancellate dall’attuale legge che prevede le liste chiuse decise dai partiti.

“Sono le ultime ore per salvare la democrazia” è la descrizione della campagna che fa Arturo Parisi, coordinatore politico del comitato referendario per cancellare la legge elettorale definita come porcata dallo stesso ministro Calderoli che l’aveva ideata. Sulle divisioni in casa Pd Parisi si limita a dire che la politica è inevitabilmente divisione, distinzione.

parisi

I referendari raccoglieranno le firme nei Comuni e nei banchetti allestiti in centro città (in piazza Ravegnana tutti i sabati), ma sperano di poter entrare anche all’interno della festa dell’Unità. “Ci sia consentito di raccogliere questo sentimento tra la base del Pd e di trasformarlo in firme” chiede Arturo Parisi. “Porte aperte al comitato promotore – dice il segretario democratico Raffaele Donini, che aggiunge – concorderemo con loro tempi, modi, luoghi della raccolta di firme”. Se firmerà o meno però Donini ancora non lo sa: “E’ una cosa su cui rifletterò nei prossimi giorni”.

I prodiani sembrano anche non condividere appieno i contenuti della proposta di riforma elettorale del partito: “C’è una quota di proporzionale che non è chiarissima”, commenta la senatrice Sandra Zampa, che auspicherebbe invece un sistema uninominale secco con primarie obbligatorie.

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