Bologna, 9 giu. – “Quello che sta succedendo in queste ore, dall’Expo a Venezia” con la vicenda del Mose “ci indica delle cose: un governo che vuole cambiare questo Paese deve iniziare da lì a fare qualcosa”. Lo ha detto, in un passaggio del suo intervento all’attivo della Fiom di Bologna, il segretario generale Maurizio Landini. “20 anni fa era il sistema dei partiti ad essere inquinato per tangenti, oggi dopo 20 anni i partiti non ci sono quasi più e si è ad un livello di corruzione, a manager e imprese, che non ha precedenti e ormai pezzi interi dell’economia reale sono in mano alla malavita organizzata”.
Quindi, ha proseguito Landini, “se la politica non affronta il problema di combattere la corruzione e l’evasione fiscale, siamo di fronte a nodi sostanziali” per il cambiamento del Paese. Guardando, invece, al recente voto delle elezioni europee e dei ballottaggi di ieri, Landini ha inquadrato anche il problema dell’astensionismo. “Siamo in una fase in cui c’è una mobilità del voto che non ha precedenti, se vediamo solo nell’ultimo anno il Pd ha preso 2,5 milioni di voti in più e Grillo meno tre milioni. Né l’impegno di un leader come Renzi o un movimento come quello di Grillo che parla di antipolitica” ha frenato però l’emorragia di elettori: “Nessuno di questi due – ha concluso – ha avuto come effetto la riduzione del numero di astensioni, anzi”.
Landini ha anche criticato il piano del Governo su Bredamenarinibus e Irisbus. “E’ una proposta che va nella direzione di fare un polo, ma che non vede una centralità del ruolo pubblico e questo per noi è un problema che dev’essere discusso ed affrontato”. “Il piano industriale presentato è un po’ debole- aggiunge Landini, a margine dei lavori- e la presenza del pubblico è un elemento che può dare garanzie e certezza che non sia una soluzione transitoria”.

