Diario da Lampedusa. Il canto dei sopravvissuti

lampedusa lenzuolaPer Luwam, Teame, Selam, Adal.. e tutti gli altri. Per ragazzi e ragazze giovani, troppo giovani per dover affrontare la vita in modo così drammatico. Sono usciti dal paese e dopo viaggi di anni hanno attraversato il deserto e il mare. Sono sopravvissuti al naufragio di un anno fa, hanno perso fratelli, sorelle, amici.

ascolta il canto dei sopravvissuti al grande naufragio del 3 ottobre 2013

      sopravvissuti

A Lampedusa nel rito alla memoria sono stati pronunciati tutti i nomi dei morti, una litania infinita, un dolore infinito. E poi siamo partiti, tante tantissime persone hanno attraversato la città con un fiore in mano, davanti i sopravvissuti hanno cantato e camminato fino alla porta d’Europa. Anche quando ha cominciato a piovere sempre più forte, un diluvio potente. 5 mesi senza pioggia e proprio il 3 ottobre, il cielo si è scatenato. Lampi su Lampedusa. Vento, tuoni, acqua sui ragazzi e le ragazze che hanno continuato a cantare, a pregare, hanno gettato i fiori in mare e solo dopo sono tornati a piedi, camminando e continuando a cantare ancora sotto la pioggia torrenziale, quando tutti erano già fuggiti da tempo a ripararsi dove si poteva. Ormai la loro vita è legata all’acqua, e il diluvio, ha detto uno di loro, “ci ha lavato via tutto”

lampedusa foto

Nadia Yemane

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