25 marzo – I Non voglio che Clara sono davvero un unicum nel panorama musicale italiano. Riescono a prendere il meglio della musica italiana più “dolorosa” e intimista degli anni passati e a inserirla in un contesto che è decisamente personale e inconfondibile. A dieci anni dal debutto, la band di Fabio De Min è tornata con un bel nuovo disco, L’amore fin che dura.
“Mi sono isolato per scriverlo”, ha raccontato il musicista bellunese quando abbiamo ospitato il suo gruppo nel pomeriggio prima di un live al Locomotiv Club. Fabio è anche produttore del disco, insieme a Giulio Ragno Favero, che ha seguito la band dal vivo come fonico. E il suono è davvero importante per i Non voglio che Clara: si tratta forse di un’affermazione banale, ma che vale molto per la band: basti pensare a come si sono organizzati per il nostro showcase, che potete ascoltare qua sotto. Con solo chitarra, voce e un tablet, hanno reso bene la dimensione “live” di due tra i pezzi più belli del nuovo disco, “Il complotto” e “I condomini”.
A proposito dell’album, Fabio ci ha detto una cosa che non vale solo per L’amore fin che dura: “Ogni disco voglio che inizi con delle parole significative per l’album tutto”. Si tratta dell’ennesimo indizio della totale dedizione e passione che questi musicisti infondono in qualunque cosa che li riguarda, dall’abbozzo delle canzoni agli arrangiamenti live, di cui abbiamo parlato alla fine. “Cerchiamo di riprodurre le atmosfere del disco e c’è un sacco di movimento sul palco: nessuno di noi suona lo stesso strumento per più di due pezzi”: e infatti il live, quella sera, è stato superiore a ogni aspettativa.
Insomma, una chiacchierata divertente, che si è conclusa, come al solito, con i dischi dell’isola deserta: tra i nomi snocciolati, Lucio Battisti, Loredana Bertè, PJ Harvey, King Crimson e… Black Sabbath.



