“God did not create this world” è il titolo del primo dei seminari tenuti al Dipartimento di Scienze dell’Informazione dell’Ateneo di Bologna, che ha avuto la scorsa settimana come protagonista Ted Nelson padre storico degli ipertesti e anticipatore del World Wide Web. Il filosofo, informatico e designer in attività dagli anni Sessanta, ha risposto all’invito dell’università tenendo due seminari sull’analisi dell’innovazione e del cambiamento in tutte le sue declinazioni. Nelson è certamente tra i più autorevoli e visionari pensatori dell’informatica moderna e con “Computer Lib“, del 1974,introduce alla rivoluzione culturale dei personal computer. Il libro è un collage di frammenti testuali che rivoluzionerà la cultura digitale; nel 1981 Nelson porta il grande pubblico alla conoscenza dei sistemi ipertestuali con “Literary Machines“, da cui anche Tim Berners Lee si ispirerà per la teorizzazione del World Wide Web. Nel 2008, con “Geeks Bearing Gifts”, racconta l’universo dell’informatica con una personale panoramica di temi e personaggi che hanno fatto la storia del virtuale. Attraverso la descrizione degli attuali utenti del digitale, Nelson ha offerto un giudizio complessivo sull’universo creato dalle tecnologie della rete. La sua parola d’ordine? Semplicità.
