
2 mar. – Computer portatili, i soldi della cassa, cellulari. Sono gli oggetti che sono stati rubati la notte tra venerdì e sabato all’interno della biblioteca di via Gandusio, sede de L’altra Babele. A scoprire il furto è stato uno dei volontari che doveva aprire per le 10 la biblioteca, come ogni mattina. E’ stato “un furto mirato” secondo l’associazione che da anni opera per la legalità e contro il mercato nero. Materiale di maggiore valore, come il proiettore e la videocamera, sono stati lasciati dove sono, mentre sono stati sottratti oggetti facilmente rivendibili.
Sul pavimento gli autori del furto hanno lasciato il piede di porco usato per entrare all’interno della biblioteca, sfondando la porta sul retro.
Il furto si aggiunge, ricorda L’altra Babele, “allo scasso della ciclofficina di via Sant’Apollonia dell’ottobre scorso” e “aggrava la già difficile situazione economica dell’associazione, ponendo l’accento sul complicato e precario equilibrio sociale della nostra città”. Da quando esiste l’associazione ha subito quattro furti.
“E’ importante che le istituzioni affrontino il tema della sicurezza con maggior incisività” è l’appello dell’associazione. Non tanto (e non solo) una maggiore presenza delle forze dell’ordine, ci dice Vito Bernardo de L’Altra Babele, ma “con un intervento sociale”. La zona del giardino Parker Lennon è una zona difficile e molte persone vivono alla giornata, racconta ancora Bernardo, che denuncia come le associazioni vengano spesso lasciate sole a gestire la situazione. Ascolta altra-babele-post
L’altra Babele oggi è impegnata nell’organizzazione del “corso di alta formazione di ciclismo urbano e mobilità nuova” all’urban Center.


