2 Giu. – Era il 27 giugno del 1980. Nei cieli italiani nei pressi di Ustica il DC9 Itavia partito da Bologna e diretto a Palermo scompare improvvisamente dai radar: è una tragedia, 81 morti, ma anche l’inizio di uno dei più delicati misteri d’Italia. Il DC 9 fu con ogni probabilità abbattuto da un missile durante un’azione di “guerra” non convenzionale. Per il giudice Rosario Priore, che condusse l’inchiesta scoprendo un’innumerovole rete di omertà e depistaggi ci sono analogie con l’evento accaduto ieri al velivolo dell’Air France inabissatosi nell’Atlantico: “E’ stato un evento improvviso: l’ Airbus dell’Air France sembra essere sparito nel nulla. Una vicenda misteriosa, almeno fino ad ora, che rassomiglia moltissimo a quanto accadde al Dc 9 dell’Itavia al largo di Ustica: anche quell’aereo sparì nel nulla improvvisamente”.
Priore, che pur archiviando l’indagine scrisse di un missile probabilmente partito da una portaerei francese, parla di “impressionante analogia” tra Ustica e il mistero dell’Airbus, caduto al largo delle coste brasiliane. “Ciò che lascia perplessi e autorizza a pronunciare la parola mistero fino a ora – dice Priore – è il fatto che nessun “mayday“, è stato lanciato dai piloti: un aereo a 12 mila metri di altezza impiega cinque o sei minuti prima dell’impatto in mare. C’era almeno il tempo da parte dell’equipaggio di segnalare una avaria. E’ come se tutto fosse andato in tilt improvvisamente o come se il velivolo si fosse disintegrato“.
Priore, tuttavia, non crede ad ipotesi di terrorismo.”Se fosse così – spiega – ci sarebbe stata una rivendicazione. Vi sarebbero stati segnali anche prima. Ma le analogie con Ustica sono tante. Anche in quel caso non vi fu più alcun contatto con l‘aereo che sparì dai radar improvvisamente”.

