Bologna, 24 dic. – “L’utilizzo della bombola spray di Cs è autorizzato dal Ministero”. A parlare è il comandante provinciale dei Carabinieri di Bologna, il colonnello Antonio Jannece. La bombola in questione è quella ritratta in una foto pubblicata il 19 dicembre scorso sul sito di Zic. A scattare l’immagine, subito dopo le cariche davanti al Cie di via Mattei del 18 dicembre scorso, è stato Michele Lapini, fotografo che questa mattina è stato nostro ospite durante AngoloB.
Il dubbio di Lapini e di Zic riguardava l’impiego della bomboletta di lacrimogeno: era la prima volta che a Bologna la si vedeva nelle mani di un agente. In particolare, essendo quel tipo di prodotto acquistabile sul web, la domanda posta da Zic riguardava l’uso legittimo dello strumento: “Pare lecito nutrire il dubbio -scrive la redazione di Zic – che il carabiniere abbia in mano un arma chimica fuori dotazione acquistata su internet”.
Al colonnello Jannece abbiamo girato le domande di Zic e il comandante provinciale dei CC di Bologna ci ha assicurato si tratta di uno strumento di cui sono dotati i reparti impiegati nei servizi di ordine pubblico. Inoltre, ha precisato Jannece, la bomboletta di Cs, lo stesso gas utilizzato nei lacrimogeni sparati a distanza, non ha nulla a che vedere con la prossima sperimentazioni dello spray al peperoncino. Tale sperimentazione, la cui partenza è prevista per il prossimo gennaio, non riguarderà il V Reggimento Carabinieri di stanza a Bologna. A testare in strada l’utilizzo di quell’arma non letale saranno gli agenti della Polfer Stazione e Volanti di Milano e i carabinieri dei reparti operativi di Roma e Napoli. Solo dopo, e in caso di ok definitivo, ne verranno dotati anche gli agenti di Bologna, poliziotti e carabinieri.
“Lo spray viene usato a distanza brevissima, per il contatto, specifica in radio l’ufficiale – scrive Zic in un secondo articolo dopo la risposta del colonnello Antonio Jannece – La differenza tra l’effetto lacrimogeno dovuto all’inalazione di un gas sparato a distanza e quello urticante di uno spruzzo a pochi cm dalla pelle e dagli occhi è facilmente inutibile, e confermato dalla letteratura scientifica. Sarebbe interessante sapere in base a quali valutazioni il Ministero abbia deciso di dare il suo via libera, ma in rete non si trova traccia di questa autorizzazione”.


