La strategia della bombetta. Un ordigno esplode davanti all’Unicredit

Ancora un ordigno rudimentale che esplode nella notte, poco dopo le tre e mezza, contro la porta dell’uscita di emergenza della filiale Unicredit di via Massarenti 100, all’angolo con via Paolo Fabbri. La porta d’emergenza è stata divelta e sul muro adiacente è stata tracciata, con vernice nera a pennello, una grande scritta: «La Polizia uccide ovunque, insorgiamo ovunque».

Notizie d’agenzia riportano alcuni dettagli: la bomba sarebbe stata realizzata con bombolette di gas da campeggio: sono stati trovati i resti di due bombolette e pezzi di stoffa parzialmente bruciati. A segnalare l’esplosione sono state due persone che abitano nel palazzo all’angolo tra via Massarenti e via Paolo Fabbri e che hanno raccontato alla Polizia di aver sentito due botti. Un uomo di 34 anni ha chiamato il 113 dopo essersi affacciato e aver visto molto fumo, una donna di 38 anni ha segnalato anche il principio di incendio. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco per spegnere il principio di incendio, la Polizia e la vigilanza privata, che poi e’ rimasta sul posto a vigilare sull’istituto di credito. Oltre ai resti della bomba, sul posto sono stati trovati un contenitore in plastica con i residui di vernice.

Per la Procura di Bologna è stato un atto di terrorismo compiuto con l’utilizzo di ordigni esplosivi. La pm Morena Plazzi, del pool antiterrorismo, ha aperto un fascicolo a carico di ignoti in cui ipotizza anche il danneggiamento aggravato, il deturpamento, l’imbrattamento. Gli inquirenti seguono la pista anarco-insurrezionalista e considerano che proprio oggi è stata indetta la “Giornata di azione internazionale contro gli omicidi di Stato”, proclamata dal Politecnico occupato di Atene, a due settimane dall’uccisione di uno studente 15enne da parte di un poliziotto greco. Alla mobilitazione sembra aver aderito chi, questa mattina, ha appeso a un cavalcavia della tangenziale lo striscione con la scritta «Sappiamo chi è Stato, noi non dimentichiamo, noi non perdoniamo», seguito dai nomi di diversi ragazzi uccisi da agenti, da Carlo Giuliani ad Alexis Grigoropoulos, passando per Federico Aldrovandi».

«E’ un fatto gravissimo il ripetersi di atti dinamitardi in città», ha detto il sindaco Sergio Cofferati preoccupato per «il clima negativo per tutta la città».

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