La strategia del Governo: guerra fra poveri

Il governo Berlusconi “gioca” con le sofferenze e i posti di lavoro di migliaia di persone. Nel decreto “milleproroghe” l’esecutivo ha tolto i fondi appena stanziati per l’editoria con la patetica giustificazione di spostarli al “5 per mille”, voce di bilancio che era già stata ampiamente falciata dalla legge di stabilità. C’erano evidentemente altri settori da cui prelevare quei fondi, ad esempio quelli degli armamenti, ma il governo ha invece deciso di tagliarli proprio all’editoria, mettendo a rischio 4.000 posti di lavoro, la sopravvivenza di decine di emittenti locali e testate, inibendo la pluralità dell’informazione.

Pochi giorni fa il Parlamento aveva rifinanziato il fondo per l’editoria con 100 milioni di euro, riportando le risorse per le radio e tv locali a livelli tutto sommato accettabili. E prima ancora aveva cancellato buona parte degli stanziamenti destinati a ong e associazioni di volontariato, un settore che spesso compensa le carenze assistenziali dello Stato.

Forse il governo nelle prossime settimane ci stupirà con dei ripensamenti, dettati più da logiche interne alla maggioranza che dalla volontà reale di sostenere il mondo dell’editoria indipendente. Da questo inverecondo pasticcio almeno una cosa l’abbiamo capita: non ci faremo trascinare in questa “guerra fra poveri”, le radio indipendenti contro il mondo del volontariato. Entrambi possono contare su una sola certezza: il sostegno di chi li usa! E dunque continuate a sostenere le ong, ma se credete che la libertà d’informazione sia fondamentale sostenete le radio di Popolare Network.

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