29 mag. – La manovra finanziaria prevede il taglio dei fondi statati a centinaia di istituti ed enti culturali. A decreto approvato, come recita uno dei suoi articoli, “lo Stato cessa di concorrere al finanziamento degli enti, istituti, fondazioni e altri organismi”, indicati in un elenco di 232 organismi. Per Bologna, nella lista dei tagli figurano anche l’Accademia filarmonica, l’Accademia delle Scienze, l’Istituto Cattaneo e la Fondazione per le Scienze religiose Giovanni XXIII, ai quali verrà sospeso il contributo statale. Più drammatica è la situazione dell’Eti, che figura nella black list degli enti che il governo vuole eliminare. Questo, a Bologna significherebbe la fine del Teatro Duse, che dipende completamente dall’Ente e non ha altra riserva economica.
Per il Duse, ha detto l’assessore regionale alla Cultura, Massimo Mezzetti, “avevamo prefigurato una road map. Ma siamo di fronte a un ministero dei Beni Culturali inaffidabile, che ci aveva garantito che l’Eti avrebbe contribuito ancora per un po’ di tempo a garanzia dell’occupazione e della programmazione del teatro. Ora tutto potrebbe essere rimesso in discussione”.
