14 set. – Apre lunedì 17 settembre la scuola in Emilia Romagna e, nonostante il terremoto che ha colpito diverse zone della regione, la campanella suonerà praticamente dappertutto anche se per molti studenti le lezioni saranno in edifici provvisori, tensostrutture, moduli prefabbricati e, in alcuni edifici scolastici si faranno i doppi turni. Il presidente della Regione Vasco Errani ha detto che “entro il 15 ottobre avremo una situazione a regime, in strutture che, per quanto provvisorie, saranno di qualità”. Solo in 10 casi l’apertura della scuola è stata rinviata. La Cgil però denuncia che il Governo non ha mantenuto le promesse e dei 1000 insegnanti promessi dal sottosegretario Marco Rossi Doria non è arrivato nessuno. Per questo una cinquantina di esponenti del sindacato saranno lunedì mattina a Roma pronti ad incatenarsi davanti al ministero dell’Istruzione.
Il sindacato spiega che, a fronte di un aumento di 9.000 studenti sono arrivati solo 190 docenti in più e nessun collaboratore tecnico-amministrativo. Gli effetti del terremoto si sono aggiunti a una situazione già “disastrosa”. Salvano il lavoro fatto dagli enti locali ma al ministro non perdonano la scelta di “aver scaricato” sull’Ufficio scolastico regionale la responsabilità di rispondere alle richieste di personale che le singole scuole potranno fare. Un percorso giudicato burocratico e complicato e comunque non tempestivo. In particolare il sindacato fa notare che nelle strutture provvisorie, sia tende che prefabbricati, ci vorrà più personale che per le aule normali, perché la capienza è inferiore.
Il presidente Errani ha detto di aver ricevuto rassicurazioni da Profumo: “Il governo ha detto che risponderà nel merito alle esigenze delle scuole, se non succede faremo tutto quello che è nella nostra possibilità perché succeda, se succede apprezzeremo”

