5 giu. – La scritta che inneggia insieme a Mussolini e al capo della massoneria deviata Licio Gelli era già comparsa in città. Nelle foto la si vede a una fermata del 14 in via della Barca, dove un passante l’ha notata per la prima volta qualche settimana fa. La scritta originale si legge anche se è stata in parte coperta.
Anche se le collusioni fra Gelli e il neofascismo sono conosciute, l’accostamento fra la sua figura e quella del dittatore italiano su una scritta murale sembra insolito a Luca Alessandrini, direttore dell’Istituto storico Ferruccio Parri. E se i gruppi neofascisti stessero facendo propria la consapevolezza – diffusa fra le forze democratiche – del coinvolgimento dei neofascisti nel disegno eversivo di Gelli?
Ascolta la riflessione di Luca Alessandrini:

