19 giu. – Alla debole ripresa registrata nel 2010 ha fatto seguito una nuova frenata dell’economia emiliano romagnola e i segnali che arrivano da i primi mesi di quest’anno non fanno ben sperare. E’ questo il panorama descritto dal rapporto “L’economia dell’Emilia Romagna” presentato oggi nella sede bolognese di Bankitalia. Le cause individuate sono due: il rallentamento globale e la debole domanda interna.
Uno degli effetti prodotti da questa crisi è l’ampliamento del divario tra i risultati delle imprese che si rivolgono al mercato interno rispetto a quelle che esportano. Per le seconde, infatti, la contrazione è stata minore. Il settore che soffre più di tutti è sicuramente quello delle costruzioni che ha risentito sia del crollo del mercato immobiliare ma anche della contrazione degli investimenti in opere pubbliche. Cala anche la vendita al dettaglio, maggiormente dei beni non alimentari, mentre cresce il turismo, grazie soprattutto agli stranieri, dopo tre anni di sostanziale stallo.
Nonostante la crisi, che sta lentamente erodendo risparmi e patrimoni, le famiglie dell’Emilia Romagna rimangono tra le più ricche d’Italia con i loro 811 miliardi di euro tra beni immobili e finanziari. Si tratta del 9% della ricchezza nazionale.

