29 apr. – L’anno scorso nelle aziende sanitarie bolognesi sono cessati 154 rapporti di lavoro, ma si prevede che solo 40 saranno rimpiazzati, 10 dei quali in ambito dirigenziale. I piani ferie estivi non sono ancora noti e la funzione pubblica Cgil teme che dopo il ridimensionamento dovuto alla pausa estiva non tutto riaprirà. Secondo il sindacato, sono 40 i posti in letto in ballo, che si aggiungerebbero ai 200 “sospesi l’anno scorso e mai riattivati” e 10 persi con lo spostamento della chirurgia d’urgenza al Maggiore. Tra i reparti più penalizzati viene indicata la Maternità del Maggiore.
Dal 2 maggio la FP Cgil apre una ventina di giorni di iniziative di informazione sullo stato della sanità bolognese, con volantinaggi, assemblee e flash mob con tute rosse e telecamere per documentare i disservizi segnalati da lavoratori e cittadini. “Se le aziende sanitarie non apriranno un vero confronto, siamo pronti a usare tutti gli strumenti sindacali, nessuno escluso”, avverte il segretario Michele Vannini.
Ascolta Pino Chiarelli, responsabile comparto sanità FP Cgil Bolognapino chiarelli sito_130429

