La riforma Gelmini è fatta con “logica di ragioneria”

26 mag. – Dietro la riforma Gelmini della scuola c’è una logica di “ragioneria”. Lo ha detto la presidente della Provincia Beatrice Draghetti che ha incontrato il coordinamento per il miglioramento dell’offerta formativa. Presenti sindaci o assessori in rappresentanza dei sette ambiti territoriali della provincia, dirigenti scolastici, rappresentanti dei centri di formazione preofessionale e di istruzione per adulti, Asabo e i sindacati della scuola. All’incontro era stato invitato anche l’ufficio scolastico provinciale ma il dirigente Vincenzo Aiello ha declinato l’invito a causa di “altri impegni”.
“Se la cultura è costosa, non sanno quanto è costosa l’ignoranza”. Non riesce a spiegare altrimenti, Draghetti, i tagli al sistema scolastico che l’anno prossimo non permetteranno a 628 bambini della provincia bolognese di accedere alla scuola dell’infanzia. A preoccupare la Provincia sono i tagli al personale docente “calati” dal ministero che porteranno via alla provincia di Bologna ben 231 docenti, di ogni ordine e grado, a fronte di un sensibile aumento della popolazione scolastica. Nella scuola primaria, le vecchie elementari, saranno 48 i docenti in meno, e 58 nella scuola secondaria di primo grado (le medie). Alle superiori, dove gli organici non sono ancora definiti, la circolare ministeriale n°37 assegna all’Emilia Romagna 770 docenti in meno rispetto all’anno in corso, e di questi 125 dovrebbero essere tagliati a Bologna. All’incontro era presente anche il neo assessore provinciale all’Istruzione, Giuseppe De Biasi, che ha sottolineato come i tagli di organici renderanno molto difficile il lavoro dei centri d’Istruzione per gli adulti e l’integrazione degli alunni con disabilità. “La diminuzione del tempo scuola e il contestuale aumento del numero degli allievi per classe – si legge in una nota – sono elementi che ostacolano una reale integrazione degli alunni disabili anche nella scuola dell’obbligo”.

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