La Regione smonta il caso radiologia: “Nessuna irregolarità”

 

emilia15 ott. – Non ha dubbi il direttore dell’Ausl Carlo Ripa di Meana: “Non c’è nessuna irregolarità“. Sulla stessa linea l’assessore alla sanità regionale Carlo Lusenti: “Qui non ci sono i fatti, stiamo parlando del nulla“. In una conferenza stampa di un’ora i vertici della sanità emiliano romagnola presentano due pagine fitte di dati che dimostrebbero “l’inesistenza delle accuse che ci sono state fatte, accuse tra l’altro arrivate da denunce anonime”. Il caso è nato lo scorso 10 settembre, quando un gruppo di tecnici di radiologia dell’ospedale Maggiore di Bologna inviarono un esposto in Procura per denunciare “truffe e frodi” nelle liste d’attesa, gonfiate artificialmente a loro dire per permettere agli operatori di fare più straordinario.

I dati forniti da Lusenti e Ripa di Meana parlano di un sostanziale allineamente dell’Ospedale Maggiore rispetto ad altri ospedali per quanto riguarda gli esami radiologici eseguiti in simil-Alp (straordinario serale). Nessuna lista di attesa gonfiata insomma, fermi macchina contenuti e in linea con le esigenze tecniche di un reparto di radiologia, controlli che sono sempre stati stringenti. La differenza di tre punti percentuali tra il Maggiore e l’intera Ausl nel suo complesso (9% contro 5% di esami radiologici eseguiti in straordinario serale) è stata giustificata con l’importanza del Maggiore, “ospedale da sempre sottoposto a carichi di lavoro intensi”. L’84% delle prestazioni in simi-Alp è stato prenotato tramite Cup, la parte restante tramite ospedali e ambulatori. La refertazione di esami non conclusi, altra questione su cui si sono concentrate le accuse, “è di un’entità risibile”: 12 casi sul totale, lo 0,2%. “Si tratta di esami non conclusi per ragioni che possono dipendente dal paziente, attacchi di claustrofia ad esempio – spiega Lusenti – e comunque non sono né retribuiti né rendicontati”. sanita_lusenti

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